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Epifania nel fascino di Matera

PARTENZA: 2 GENNAIO

da € 515,00
Trattamento: volo + hotel 4 stelle bb      
Periodo: dal 02/01/2020 al 07/01/2020      
Località: Matera      
Descrizione
 
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Sistemazioni
 
Volo
 
Preventivo
 
EPIFANIA NELLA MAGICA E SPLENDIDA MATERA


Matera, Capitale Europea della Cultura 2019 e Città dei Sassi Patrimonio Mondiale UNESCO, vi aspetta con il suo fascino e tanta attrattiva culturale e spirituale.


Dal 2 al 7 gennaio 2020, 6 giorni in fantastico hotel 4 stelle (pernottamento e colazione) e volo incluso dagli aeroporti di Milano (Malpensa, Orio, Linate), Roma, Pisa, Venezia, Verona, Bologna e Cuneo da € 515,00‼‼‼

Tra i luoghi sacri, la Cattedrale di Matera spicca dal punto più alto della città, il colle, offrendo una bellissima veduta sul Sasso Barisano. Una costruzione che risale al XIII secolo e sorta sui resti dell’antica Chiesa di Sant’Eustachio. All’esterno vi è un rosone a 16 raggi ed il campanile posteriore, lo stile è romanico pugliese, all’interno le tre navate a croce latina ed esemplari opere in stile barocco. Oltre al presepe di pietra, realizzato da Altobello Persio nel 1534, si possono ammirare il sarcofago contenente le spoglie di San Giovanni a Matera, un affresco bizantino della Madonna della Bruna con Bambino, un corpo ligneo nell’abside ed un affresco del Giudizio Finale portato alla luce da alcuni lavori di restauro. La Cattedrale è  dedicata a Santa Maria della Bruna, protettrice della città e per la quale si celebra una grande festa il 2 Luglio. Sicuramente rientrano nel patrimonio artistico-culturale, le Chiese rupestri risalenti all’Alto Medioevo e all’affermarsi del monachesimo.

Sono luoghi di culto resi ancora più particolari dal fatto di essere scavati nel tufo, cripte, eremi, basiliche e cenobi sono sparpagliati nel tessuto urbanistico dei sassi, lungo i precipizi o sull’altopiano murgico. Vere e proprie opere artistiche che vedono un’elevata armonia ed eterogeneità tra chiese greco-ortodosse e quelle latine, edifici che testimoniano l’elevato livello culturale ed architettonico raggiunto dalle comunità rupestri.

Tra le più note, sono circa 150 le chiese rupestri sparse sul territorio materano, Santa Lucia e Agata delle Malve, Santa Maria de Idris e Santa Barbara. La Chiesa di San Pietro Caveoso, del XII secolo, sorge a strapiombo sul sasso omonimo, mentre il sasso opposto, Barisano, ospita la Chiesa di San Pietro Barisano, che risale originariamente al XI secolo ed è in gran parte scavata nella montagna, e la Chiesa di Sant’Agostino, della fine del XVI secolo, edificata su una cripta rupestre del XII secolo.

Sono da ricordare anche la Chiesa di San Nicola dell’Ofra, la Chiesa della Madonna delle Croci, le cripte di San Eustachio, la Chiesa della Madonna di Monteverde, la Chiesa della Madonna degli Angeli, la Chiesa della Madonna del Giglio, la Chiesa di San Nicola dei Greci con i suoi bellissimi affreschi. Altre chiese punteggiano il tessuto cittadino: laBattista Chiesa di San Giovanni Battista, del XIII secolo,  in stile romanico, con all’interno tre navate e capitelli di stampo pugliese che ornano le colonne antropomorfe, zoomorfe e vegetali; la Chiesa di San Domenico, in stile romanico pugliese, costruita insieme al convento nel 1230; la Chiesa di San Francesco d’Assisi, in stile barocco, modificata nel corso del XVIII secolo, periodo in cui risale la Chiesa del Purgatorio Nuovo, in stile tardo barocco, presenta una facciata con decorazioni che richiamano la morte e la redenzione delle anime. La piccola Chiesa della Mater Domini appartenne all’Ordine dei Cavalieri di Malta e risale al XVII secolo.

Il Complesso di Santa Chiara risale, invece, al XVI secolo, ristrutturato più tardi. La Chiesa fu costruita nel XVII secolo insieme agli attigui locali che ospitarono l’ospedale prima e il convento delle clarisse dopo ed infine il museo archeologico nazionale. Il Convento di Sant’Agostino, nel Sasso Barisano, è un monumento nazionale italiano sorto nel 1593. Il Santuario della Madonna di Picciano è situato sulla sommità del colle a 15 km dalla città ed è meta di pellegrinaggio. La leggenda narra che la Madonna apparve sui rami di una quercia ad alcuni pastori abruzzesi che percorrevano quei luoghi per pascolo. Vi si insediò dapprima una comunità benedettina e poi, dal XIII, secolo i Templari e, dopo ancora, i Cavalieri di Malta. Il Santuario della Madonna della Palomba è situato sulla Murgia quasi a strapiombo sulla Gravina di Matera, è vicino ad una grotta dove era venerato un affresco con l’immagine bizantina della Vergine